UNTRADITIONAL – Inseguendo la vita di Fabio Volo

Untraditional di Fabio Volo


untraditional di fabio voloHo provato a guardare Untraditional di Fabio Volo, ma dopo esattamente tre minuti e ventisei secondi è scattato l’allarme che di solito mi avverte quando sto perdendo tempo. Pochi minuti di Fabio Volo che parla di Fabio Volo e già non ne potevo più. Ecco, dunque, che nascono le prime domande: perché bisognerebbe guardare un pippone autoreferenziale di Fabio Volo, su Fabio Volo, con Fabio Volo? C’è davvero qualcuno, oltre a Fabio Volo, che è seriamente interessato a vedere il filmone della sua vita? Sarebbe stato già ridicolo se qualcun altro avesse avvertito la necessità di girare una specie di documentario-reality sulla vita di Fabio Volo, anche se fosse morto; ma che lui stesso, da vivo, abbia sentito questa esigenza è davvero preoccupante.

Se fino a qualche anno fa si poteva parlare di Fabio Volo come di un fenomeno, ormai è chiaro che il vero fenomeno non è lui, ma il pubblico che lo segue alla radio, che vede i suoi film, i suoi programmi televisivi e compra i suoi libri; nonostante la sconcertante banalità dei suoi contenuti. Senza questo pubblico non si sarebbe alimentato quello che nel tempo è diventato un mostruoso ego sistema.

Non sbaglia Fabio Volo quando, con una battuta, spiega il suo successo con l’insuccesso degli altri. Se questo giovane uomo è incredibilmente riuscito a fare tutto quello che ha fatto, il merito è stato certamente suo, ma con la complicità di un panorama vuoto e desolante che non ha offerto e continua a non offrire molte valide alternative.

Vorrei poter pensare che Fabio Volo, oltre ad essere molto furbo, sia anche capace di prendersi un po’ in giro; ma purtroppo, ogni volta che ho visto un suo programma, un suo film, oppure ho provato a leggere un suo libro, l’unica presa per il culo che ho avvertito, era chiaramente dietro di me.

di Enrico Chirico